cosmetica Archives - Farmacia Cappellini https://farmaciacappellini.it/tag/cosmetica/ Galenica, competenza e cura personalizzata Mon, 25 May 2026 07:27:37 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://farmaciacappellini.it/wp-content/uploads/2015/08/cropped-logo-32x32.jpg cosmetica Archives - Farmacia Cappellini https://farmaciacappellini.it/tag/cosmetica/ 32 32 Menopausa e ormoni bioidentici in commercio: Galenici in Farmacia https://farmaciacappellini.it/menopausa-e-ormoni-bioidentici-in-commercio-galenici-in-farmacia/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=menopausa-e-ormoni-bioidentici-in-commercio-galenici-in-farmacia https://farmaciacappellini.it/menopausa-e-ormoni-bioidentici-in-commercio-galenici-in-farmacia/#comments Fri, 10 Jan 2025 15:06:33 +0000 https://farmaciacappellini.it/?p=11082 Gli ormoni bioidentici in commercio sono ormoni che possiedono la stessa struttura chimica degli ormoni prodotti dal nostro organismo e rappresentano un nuovo ed efficace approccio terapeutico per la gestione dei sintomi legati a squilibri ormonali, come ad esempio quelli associati alla menopausa o all’andropausa o nel trattamento di condizioni caratterizzate da alterazioni ormonali (es. calo della libido, disturbi del sonno ecc.). Fra tutti gli utilizzi, quello più noto è nell’ambito della menopausa, periodo della vita delle donne caratterizzato da numerosi sintomi debilitanti causati dalle … Read More

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Gli ormoni bioidentici in commercio sono ormoni che possiedono la stessa struttura chimica degli ormoni prodotti dal nostro organismo e rappresentano un nuovo ed efficace approccio terapeutico per la gestione dei sintomi legati a squilibri ormonali, come ad esempio quelli associati alla menopausa o all’andropausa o nel trattamento di condizioni caratterizzate da alterazioni ormonali (es. calo della libido, disturbi del sonno ecc.).

Fra tutti gli utilizzi, quello più noto è nell’ambito della menopausa, periodo della vita delle donne caratterizzato da numerosi sintomi debilitanti causati dalle variazioni dei livelli ormonali. In questo caso, la somministrazione di ormoni bioidentici può portare ad un miglioramento significativo della qualità della vita, andando a compensare la minore o cessata produzione endogena (fisiologica).

Se cerchi informazioni sugli ormoni bioidentici o stai cercando una Farmacia in Italia che possa allestire questo tipo di preparazioni galeniche stai leggendo l’articolo giusto. Nelle prossime righe troverai una panoramica su questo approccio terapeutico alla menopausa e sulle possibilità della galenica in questo ambito. 

In fondo all’articolo puoi inoltre trovare il link da cliccare per avere la lista completa delle Farmacie Galeniche Italiane che possono allestire medicinali a base di ormoni bioidentici.

Cosa sono gli ormoni bioidentici galenici

Gli ormoni bioidentici sono ormoni caratterizzati da una struttura chimica identica a quella degli ormoni prodotti dal nostro organismo, anche se in realtà sono prodotti a livello industriale partendo da sostanze di derivazione naturale. Non sono quindi da considerarsi ormoni naturali al 100% poiché seppur vengano preparati a partire da una matrice naturale subiscono un processo di trasformazione in laboratorio. Tuttavia, rispetto a quelli sintetici si integrano meglio nel sistema biologico di chi li assume con conseguente minor rischio di effetti collaterali

Come agiscono gli ormoni bioidentici 

Gli ormoni bioidentici, grazie alla loro struttura chimica identica a quelli degli ormoni endogeni, si legano agli stessi recettori e ne imitano gli effetti e le funzioni. Il fatto che questi ormoni abbiano una struttura chimica già conosciuta dal nostro organismo fa si che una volta somministrati possano andare immediatamente a compensare quelli mancanti o insufficienti.

Utilizzo degli ormoni bioidentici in menopausa

L’organismo di una donna in menopausa va incontro ad una perdita permanente della capacità di produrre alcuni ormoni come gli estrogeni e il progesterone con conseguenti alterazioni degli equilibri ormonali endogeni. La minor quantità di questi ormoni (e l’alterazione degli assi ormonali) è responsabile dei principali sintomi caratterizzanti il periodo della menopausa e nel tempo, può portare anche alla comparsa di patologie croniche a carico del sistema cardiovascolare, osseo, metabolico ecc. oltre a un maggior rischio di sviluppare malattie degenerative legate all’età.

Di fatto, la terapia con ormoni bioidentici in commercio come galenici per la donna in menopausa è finalizzata reintrodurre, ad un dosaggio ottimale, gli ormoni persi contrastando così i principali sintomi legati al periodo (es. disturbi dell’umore, vampate, atrofia vulvovaginale, aumento del peso, ecc.) e prevenendo o ritardando l’insorgenza di malattie croniche. 

Come vengono prodotti nel Laboratorio Galenico gli ormoni bioidentici

Gli ormoni bioidentici hanno una caratteristica peculiare: possono essere prodotti esclusivamente dai Laboratori delle Farmacie specializzate nell’allestimento di preparati galenici (vedi lista in fondo alla pagina) e quindi in possesso di tutti i requisiti necessari per garantire la sicurezza e l’efficacia del prodotto finale (es. personale specializzato, attrezzature idonee, ecc.)

Gli ormoni bioidentici, come anticipato, non sono completamente naturali ma non sono neanche di sintesi. Quindi cosa sono? Sono ormoni creati in laboratorio partendo da sostanze vegetali (es. soia, patata dolce, dioscorea) a cui vengono applicate piccole modifiche a livello della struttura chimica in modo da ottenere come prodotto finale ormoni steroidei identici a quelli umani.

Tipologie di ormoni prodotti in Laboratorio Galenico per la gestione dei sintomi legati alla menopausa

Gli ormoni bioidentici in commercio sono terapie su misura poiché il Medico prescrittore prescrive formulazioni calibrate in base alle esigenze della paziente, prescrivendo ormoni singoli o combinando vari ormoni nella stessa formulazione al fine di mantenere o ristabilire l’equilibrio ormonale dell’organismo.

I principali ormoni bioidentici preparabili dalle Farmacie sono:

  • estradiolo, ormone estrogeno fondamentale per la salute delle ossa 
  • estriolo, ormone estrogeno molto efficace nel contrastare secchezza vaginale, vampate e altri sintomi tipici della menopausa
  • biest (combinazione estradiolo 20% e estriolo 80%, utilizzata generalmente per migliorare l’equilibrio ormonale e ridurre i sintomi legati alla menopausa)
  • estrone, estrogeno dal ruolo cruciale sul sistema riproduttivo femminile
  • triest (combinazione estrone 10%, estradiolo 10%, estriolo 80%)
  • melatonina coniugata, regola i ritmi sonno-veglia, il sonno e il tono dell’umore
  • progesterone bioidentico, fondamentale per mantenere in equilibrio i livelli di estrogeni e presevare la salute dell’utero
  • DHEA, deidroepiadrosterone, ormone sessuali dai numerosi benefici per la salute e il benessere della donna (solo per uso topico e vaginale ma non sistemico, vietato con DM del 1 giugno 2021)
  • testosterone bioidentico, ormone cruciale per la libido, densità ossea, massa muscolare 
  • tiroide secca, fonte di tutti gli ormoni tiroidei.
  • t3 e T4, ormoni tiroidei fondamentali per il metabolismo, funzionalità cardiaca ecc.

Essendo formulazioni preparate estemporaneamente dal farmacista galenista è possibile preparare qualsiasi tipo di formulazione e a qualsiasi dosaggio desiderato.

Modalità di somministrazione e formulazioni preparabili in Farmacia

Le principali vie di somministrazione degli ormoni bioidentici, includono:

  • via transdermica (lipogel, creme)
  • via orale (capsule da deglutire, lozenges, ecc.)
  • via vaginale (ovuli vaginali, creme ad uso topico)

Le principali forme farmaceutiche a base di ormoni bioidentici, preparabili nel laboratorio galenico sono:

  • capsule orali, forma farmaceutica tradizionale che prevede la deglutizione della capsula con un bicchiere di acqua. Questa forma è soggetta al metabolismo da parte del fegato (effetto di primo passaggio) con il rischio di una variazione di biodisponibilità (= diminuzione efficacia);
  • lozenges – pastiglie da sciogliere in bocca di piccole dimensioni che possono essere poste sotto la lingua oppure fra la mucosa della guancia il mascellare superiore lasciandole sciogliere lentamente. Con questo tipo di forma farmaceutica si riduce l’effetto di primo passaggio e si minimizzano gli effetti collaterali;
  • crema/gel transdermici, preparazioni che permettono agli ormoni di entrare nel flusso sanguigno attraverso la pelle;
  • ovuli, Gel/creme vaginali uso topico, agiscono localmente, senza un’azione ormonale a livello sistemico;

La scelta della forma farmaceutica è effettuata dal medico in base a vari fattori tra cui:

  • preferenze della paziente
  • condizioni di salute
  • ormone necessario
  • dosaggio

Generalmente attraverso il confronto tra medico e farmacista galenista è possibile assicurare che la terapia sia preparata nel modo più personalizzato possibile per adattarsi alle esigenze del paziente e garantire la massima sicurezza, efficacia e qualità del prodotto finito.

Lozanges a base di ormoni bioidentici

Caratteristiche, vantaggi e controindicazioni di preparati galenici a base di ormoni bioidentici

Tutti gli ormoni bioidentici preparati nelle farmacie galeniche sono allestiti da farmacisti altamente qualificati, utilizzando materie prime di qualità certificata per garantire la massima sicurezza ed efficacia. 

Ma quali sono i vantaggi degli ormoni bioidentici galenici? 

  • possibilità di acquistare farmaci che altrimenti non si riuscirebbero a reperire;
  • possibilità di personalizzare il dosaggio, in base alle singole esigenze del paziente e in base alle indicazioni del medico (es. 15mg, 73mg, 110mg ecc.);
  • possibilità di acquistare solo la quantità necessaria senza inutili sprechi: si possono richiedere 10, 50, 150 capsule o altra forma farmaceutica;
  • Possibilità di modificare e migliorare l’assorbimento e la biodisponibilità di alcuni ormoni utilizzando determinati eccipienti o modificando la forma farmaceutica.

Ovviamente, tutte le personalizzazioni necessarie vengono discusse con il Medico prescrivente. Il farmacista Galenista allestisce i farmaci a base di ormoni bioidentici in base alla ricetta presentata.

Per quanto riguarda le controindicazioni è importante sottolineare, come tutti i farmaci, anche la terapia con ormoni bioidentici non è prima di effetti collaterali. L’aspetto che anche in questo caso fa la differenza tra “rimedio e veleno” è la dose. In ogni caso, sono farmaci che richiedono la prescrizione del medico, nonché il monitoraggio da parte di quest’ultimo ed eventualmente una “ricalibrazione del dosaggio” nel tempo.

Normativa per la prescrizione di ormoni bioidentici

Gli ormoni bioidentici in commercio sono farmaci galenici e pertanto è necessaria ricetta medica, redatta da un medico qualificato ed esperto in terapia ormonale (generalmente endocrinologo, ginecologo ecc.), ma qualsiasi medico può redigere questa prescrizione.

La tipologia di ricetta richiesta è diversa a seconda dell’ormone che viene prescritto dal medico, in particolare la ricetta può essere:

  • ricetta NON ripetibile: valida per 30 giorni per una sola preparazione;
  • ricetta NON ripetibile limitativa (per testosterone): valida per 30 giorni per una sola preparazione;
  • ricetta ripetibile: valida 6 mesi, per un massimo di 10 preparazioni.

Costo degli ormoni bioidentici prodotti nel Laboratorio Galenico

Il costo delle preparazioni Galeniche a base di Omoni bioidentici non sono a discrezione del Farmacista ma sono calcolati in tramite la Tariffa dei Medicinali.

I costi del prodotto finito dipendono in particolare da:

  • quantità di principio attivo richiesta;
  • quantità e tipologia di ormoni presenti nella stessa formulazione (ogni ormone ha un costo che si somma a quello degli altri ormoni presenti nella medesima formulazione);
  • quantità totale del preparato (es. ml di sciroppo, numero di capsule/altra forma farmaceutica richiesta);
  • forma farmaceutica richiesta (alcune preparazioni richiedono operazioni tecnologiche che hanno un costo maggiore rispetto ad altre, es. gel transdermici vs capsule).

Ecco alcuni esempi di costi, puramente indicativi a titolo di esempio di calcolo:

  • n. 30 capsule a base di progesterone 100mg, circa 43,00 €
  • testosterone 2% crema vaginale transdermica 50g, circa 130,00 € 
  • testosterone 0,56% + estriolo 0,01% crema vaginale transdermica 30 ml, 65,00 €
  • n. 30 lozenges testosterone 100 mg, circa 77,00 €
  • n. 30 lozenges testosterone 50mg, circa 60,00 €
  • crema/gel vaginale estradiolo 0,025% + estriolo 0,1% + progesterone 10%, 30 g circa 50,00 €
  • n. 100 capsule di tiroide secca 60mg, circa 70,00 €
  • n.100 capsule di tiroide secca 130mg, circa 90,00 €

La spesa sostenuta per l’acquisto dei farmaci a base di ormoni bioidentici preparati in farmacia è fiscalmente detraibile con la dichiarazione dei redditi.

Per trovare e visualizzare rapidamente quali Farmacie di Farmacia Cappellini sono in grado di preparare farmaci galenici con ormoni bioidentici in commercio consultare il motore di ricerca disponibile su www.cercagalenico.it (si aprirà una nuova finestra).

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Cosmetici alla canapa in Europa e Italia, normativa e spunti https://farmaciacappellini.it/cosmetici-alla-canapa-in-europa-e-italia-normativa-e-spunti/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=cosmetici-alla-canapa-in-europa-e-italia-normativa-e-spunti https://farmaciacappellini.it/cosmetici-alla-canapa-in-europa-e-italia-normativa-e-spunti/#comments Sat, 23 Mar 2019 14:04:20 +0000 https://farmaciacappellini.it/?p=7848 Da quando si è sparsa la voce che Farmacia Cappellini ha una divisione cosmetica (il laboratorio cosmetico Farmacosmetica), ormai giornalmente giungono domande sulla possibilità di realizzare cosmetici alla canapa in Italia, insieme a e così via. Lo scenario classico è l’agricoltore che ha un campo di canapa e vuole venderla (o vendere un semilavorato ottenuto dalla sua coltivazione) ad un laboratorio cosmetico affinché ne faccia cosmetici alla canapa. Esattamente come nell’uso della canapa/cannabis nel consumo umano in cui … Read More

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Da quando si è sparsa la voce che Farmacia Cappellini ha una divisione cosmetica (il laboratorio cosmetico Farmacosmetica), ormai giornalmente giungono domande sulla possibilità di realizzare cosmetici alla canapa in Italia, insieme a

  • cannabis
  • canapa
  • estratti di canapa
  • cosmetici CBD
  • oli essenziali di canapa

e così via.

Lo scenario classico è l’agricoltore che ha un campo di canapa e vuole venderla (o vendere un semilavorato ottenuto dalla sua coltivazione) ad un laboratorio cosmetico affinché ne faccia cosmetici alla canapa.

Esattamente come nell’uso della canapa/cannabis nel consumo umano in cui vige una grande confusione, anche per l’uso della canapa nei cosmetici ci troviamo nella stessa situazione, specialmente su cosa è lecito e cosa non lo è.

In questo articolo, faremo chiarezza su quali parti e derivati della cannabis/canapa possono essere utilizzati per preparare un cosmetico (creme, shampo, sapono, sieri, ecc…).

Nota: da Febbraio 2021 la normativa è cambiata drasticamente rispetto a prima, l’articolo è stato perciò diviso in 2 parti (prima e dopo). Per le vicende del CBD “stupefacente” del “Decreto Speranza”, si rimanda all’articolo dedicato.

Cannabis e canapa

Prima di procedere e per scongiurare incomprensioni ulteriori, serve un minimo di chiarimento sui termini usati, vale a dire

  • cannabis sativa L.: è il nome botanico latino e scientifico della pianta, indipendentemente che sia uso ludico, medico, tecnico, alimentare, industriale che sia. In questo articolo, però, il termine cannabis lo si userà per riferirsi alla cannabis stupefacente (con THC).
  • canapa: conosciuta anche come HEMP, è il termine con il quale ci si riferisce a Cannabis Sativa L. con contenuto di THC < 0,2% nel fiore e quindi non è considerata stupefacente. La canapa legale è destinata all’uso industriale, tecnico, alimentare, tessile, cosmetico ecc… Il limite di THC nelle infiorescenze (nei fiori) è tollerato fino allo 0.6% nelle analisi eseguite sulla coltivazione.

Ulteriori approfondimenti sono in questo articolo dedicato sulla canapa ad uso umano, in cui si spiegano ancora meglio e più dettagliatamente le differenze.

legislazione hemp cannabis in cosmetici
Bello produrre cosmetici alla canapa, ma ci sono (molte) limitazioni

Cannabis nei cosmetici: (breve) iter di produzione e legislazione

Non vogliamo annoiarvi, ma anche questo è un passaggio obbligatorio da conoscere per capire (tra poco) perché SI alcune cose e perché NO altre quando si parla di cannabis nei cosmetici.

Quando si vuole creare e immettere in commercio un cosmetico (qualsiasi, non necessariamente con cannabis) l’iter in estrema sintesi è:

  1. avere un laboratorio cosmetico idoneo
  2. creare la formula
  3. effettuare i test obbligatori sulla stabilità del prodotto
  4. redazione del PIF (Product Information File)
  5. comunicazione telematica al CPNP (Cosmetic Product Notification Portal)
  6. cominciare a commercializzare il prodotto

L’ultimo punto vuol dire che una volta inviato (elettronicamente) la comunicazione al CPNP, dopo appena mezz’ora è possibile commercializzare il prodotto cosmetico.

È nel punto 2 che avviene la scelta e utilizzo delle sostanze e materie prime, tra cui (volendo) canapa e derivati.

La normativa Europea dei cosmetici, valida anche per l’Italia è il Regolamento CE 1223/2009

Controlli sui cosmetici alla canapa e non solo

Seguita la procedura di cui sopra, le domande che sorgono sono:

  • chi garantisce a priori che la composizione del cosmetico venduta sia effettivamente quella registrata?
  • chi garantisce a priori che le sostanze usate nei cosmetici alla canapa siano certificate ad uso cosmetico (eh si, serve quello)?
  • chi garantisce a priori che non ci sia THC nel cosmetico alla canapa?

Queste domande hanno una risposta divisa in 2 parti:

  1. nessuna forza dell’ordine/sanitaria controlla a priori! Tutti i controlli sui cosmetici sono demandati a posteriori mediante controlli a campione sul prodotto già in vendita o dopo segnalazione di reazione avversa da parte del consumatore
  2. il fabbricante è responsabile dei dati dichiarati, qualità delle materie prime usate, corrispondenza al certificato di analisi, ecc…

Fatta questa introduzione (speriamo utile), andiamo al nocciolo.

estratti cannabis nei cosmetici
Nei cosmetici alla canapa NON ci vanno estratti da infiorescenza

Quali sono le parti e derivati della canapa utilizzabili LEGALMENTE nei cosmetici alla canapa?

Versione breve

Sono le seguenti:

  • CBD sintetico
  • [da febbraio 2021] CBD naturale (da estratti, tinture o resine)
  • estratti da foglie
  • estratti ottenuti da semi di canapa
  • olio ottenuto da semi di canapa
  • steli polverizzati

NON sono utilizzabili nei cosmetici alla canapa:

  • oli essenziali
  • tutti gli estratti/resine/tinture ottenuti da infiorescenze/gemme
  • parti dirette di foglie o stemmi

Coraggio, continuate a leggere per capire come e perché 😉

Versione lunga (con dettagli)

Tutte le sostanze utilizzabili nei cosmetici in Europa sono contenute in un grande database chiamato COSING (Cosmetic Ingredient Database) che è composto da

Per quanto riguarda la canapa (hemp), in questo database Europeo e quindi valido per qualsiasi cosmetici alla canapa, sono riportate 17 20 40 diverse registrazioni alla data del presente articolo (Febbraio 2021), in particolare le seguenti (nome INCI):

  • CANNABIDIOL (cannabidiolo)
  • CANNABIS SATIVA SEED OIL (olio di semi di canapa)
  • CANNABIS SATIVA SEED EXTRACT (estratto dai semi di canapa)
hemp seed oil cannabis nei cosmetici

Cannabis Sativa Seed Oil

Il più semplice, l’olio di seme o olio di canapa, inteso come l’olio ottenuto dalla spremitura del seme.

Avete presente i cosmetici all’olio di oliva o con l’olio di mandorle dolci o olio di enotera? Ecco, stessa cosa, cosmetici con l’olio di canapa. Niente CBD (se non tracce irrilevanti), niente cannabinoidi, …

Posto che si utilizza anche a livello alimentare, a livello cosmetico, l’olio di semi di canapa ha proprietà

  • emollienti
  • protettive per la pelle

Volete saperne di più sull’olio di canapa? Leggete l’articolo dedicato.

Cannabis Sativa Seed Extract

Anche qui, parliamo di qualcosa di noto: estratti derivanti dal seme di canapa.
Il seme di canapa ufficialmente non contiene THC (se non tracce per contaminazione) e ha bassissimi livelli di CBD.

A livello cosmetico si utilizza ufficialmente come emolliente.

Cannabidiol (CBD)

Cristalli di CBD nei cosmetici alla cannabis? Si, ma…

È la richiesta che va per la maggiore, la “crema al CBD” o “il siero alla cannabis con CBD”.

Situazione PRIMA di Febbraio 2021

Qui le cose si complicano, o meglio, è necessario spiegare bene. Difatti, nel Cosing il CBD viene descritto in 2 modi diversi:

  1. derived from extract or resin or tincture of cannabis (derivato da estratto o resina o tintura di cannabis)
  2. shyntetically produced (prodotto sinteticamente)

Per entrambi, poi, è presente un riferimento all’Annex II/306. Calma! 🙂

Annex II/306

L’Annex II (annex secondo, non annex due) è quella parte del Regolamento sui cosmetici Europei relativo alle sostanze vietate. Il numero 306 riferito alla cannabis, indica (hahaha… “indica”… ) che la cannabis si trova nella posizione 306.

Il fatto che una sostanza sia presente nell’Annex II, significa che non può essere usata nella preparazione di un cosmetico.

1. CBD derivato da estratto o resina o tintura di cannabis

Questo è il CBD che nel 99,9% dei casi viene richiesto da chi vuole produrre un cosmetico alla cannabis: il CBD “naturale” perché ottenuto dalle infiorescenze di cannabis (che sono naturali, giusto?).
Ma, nelle annotazioni sul CBD, il Cosing riporta che (traduzione a cura dell’Autore):

il cannabidiolo come tale, indipendentemente dalla sua origine, non è contenuto nelle sostanze stupefacenti della Convenzione Unica sulle sostanze Narcotiche del 1961. Ad ogni modo, il suo uso deve essere vietato nei prodotti cosmetici (II/306) se preparato partendo da estratti o tinture o resine di cannabis, in accordo con la Convezione Unica.
Tenere presente inoltre che la legislazione di ogni Stato Membro sulle sostanze stupefacenti che potrebbe applicarsi

Cosing

Il che significa che il CBD sintetico in quanto tale può essere usato, mentre in forma di resine, tinture o estratti titolati in CBD (indipendentemente dal tenore di THC ovvero anche se < 0.2% o anche < 0.1%) NON può essere utilizzato nella produzione di cosmetici alla canapa.

2. CBD prodotto sinteticamente

Molti rabbrividiscono e storcono il naso alla parola “sintetico” associata alla cannabis, ritenendo che associando tale termine associato alla parola “cannabis” sia un reato! 😉

Di fatto, dal punto di vista chimico, il CBD sintetico è identico al CBD naturale, quel che cambia è “l’intorno”, ossia le altre sostanze presenti. Spieghiamo.

Immaginiamo un cristallo naturale di CBD ottenuto dalle infiorescenze di canapa, puro al 99.2% e un cristallo sintetico di CBD puro al 99.2%.
Significa che in entrambi casi il 99.2% è rappresentato dal CBD, chimicamente identico tra i 2. La differenza sta in quel 0,8%.

Nel caso del CBD naturale, lo 0,8% potrà essere composto da terpeni, altri cannabinoidi (anche THC, a tenore variabile), alcaloidi.
Nel caso del CBD sintetico, lo 0,8% saranno per lo più solventi residui e metaboliti secondari (anche THC, anche se in tracce).

Tutto ciò detto, anche per il CBD sintetico, il Cosing riporta la stessa frase citata sopra per il CBD naturale, ma in questo caso non si tratta né di resina, né di estratto, né di tintura.

Situazione DOPO Febbraio 2021

Sperando abbiate letto come era prima, le poche seguenti righe faranno capire rapidamente: il COSING è stato aggiornato ed è stata rimossa la limitazione dell’Annex II/306 sul CBD naturale ottenuto da estrazione (da fiori, foglie o altro).

Si può vedere dalla foto seguente come la colonna dell’Annex II/306 (il divieto) ora sia vuota.

Di conseguenza CBD sintetico o anche il CBD naturale può essere impiegato nella preparazione di cosmetici alla canapa. Tale possibilità è ancora possibile alla data di Febbraio 2024.

Cannabis nei cosmetici e THC: ci sono limiti?

Il THC (tetraidrocannabinolo) è una sostanza classificata come stupefacente e perseguita da leggi internazionali. La sua presenza nel FIORE è solitamente richiesta sia < 0.2%.

Ma per quanto detto dell’Annex II/306, tutte le materie prime ad uso cosmetico della cannabis nei cosmetici devono essere completamente prive di THC, che non deve essere presente neppure in tracce.
In pratica, un certificato di analisi di una materia prima ad uso cosmetico deve riportare ND (Not Detected).

A voi le considerazioni.

E gli oli essenziali? I terpeni? Le foglie? Le gemme?

A parte i terpeni e gli estratti da foglie (per un motivo che vedremo a breve), non si può usare nient’altro, in base alla normativa attuale sui cosmetici alla canapa.

Il motivo è presto detto:

  • alcuni non sono riportati nel Cosing. E se non ci sono, NON si possono usare.
  • altri derivati, sono ottenuti da estrazione da fiori e/o foglie, quindi inclusi nell’Annex II = divieto.

Perchè i terpeni si possono usare nei cosmetici alla cannabis?

Perché i terpeni NON sono costituenti unici della cannabis, ma a livello botanico sono presenti in tanti altri vegetali (es. agrumi, luppolo, ecc…) ossia si possono ottenere (estraendoli) da piante che nulla hanno a che vedere con la cannabis e le sue limitazioni.
E, ovviamente, queste sostanze sono riportate nel Cosing.

L’importante, è che siano sempre certificati ad uso cosmetico.

Riassunto finale sul cosa si può e non si può fare

Per evitare di ripetere cose già dette, proponiamo questa tabella riepilogativa su quali parti e derivati della canapa possono essere utilizzate per preparare cosmetici alla canapa.

SI PUO’ USARE?
CBD sinteticoSI
CBD naturale senza THCSI
CBD naturale con tracce di THCNO
CBG sinteticoSI
CBG naturaleSI
altri cannabinoidi sintetici (es. CBN)SI
altri cannabinoidi naturali (es. CBN)NO
infiorescenze o derivati da infiorescenze (estratti, tinture, …)NO
steli e derivati degli steliSI
semi e derivati (olio da seme, farina, ecc..)SI
oli essenzialiNO
foglie (estratto senza THC)SI
foglie (TUTTO il resto, esclusi estratti)NO

E ricordiamo che il nostro laboratorio cosmetico Farmacosmetica prepara e vende da tempo cosmetici alla canapa, secondo tutto quello spiegato in questo articolo.

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Microbiota intestinale e alimentazione: alcuni utili consigli https://farmaciacappellini.it/microbiota-intestinale-e-alimentazione-alcuni-utili-consigli/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=microbiota-intestinale-e-alimentazione-alcuni-utili-consigli https://farmaciacappellini.it/microbiota-intestinale-e-alimentazione-alcuni-utili-consigli/#respond Thu, 22 Nov 2018 12:33:35 +0000 https://farmaciacappellini.it/?p=6733 Il canale (o tubo) digerente è la parte del corpo maggiormente esposta all’ambiente esterno, non solo per la sua grande estensione, ma anche perché al suo interno transitano ogni giorno notevoli quantità di cibo e di liquidi non sterili e albergano miliardi di organismi – batteri, virus,funghi – che nel loro insieme formano il microbiota. I microorganismi si trovano lungo tutto il canale alimentare, dalla labbra all’ano, ma sono presenti in diversa misura e specie in funzione … Read More

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Il canale (o tubo) digerente è la parte del corpo maggiormente esposta all’ambiente esterno, non solo per la sua grande estensione, ma anche perché al suo interno transitano ogni giorno notevoli quantità di cibo e di liquidi non sterili e albergano miliardi di organismi – batteri, virus,
funghi – che nel loro insieme formano il microbiota.

I microorganismi si trovano lungo tutto il canale alimentare, dalla labbra all’ano, ma sono presenti in diversa misura e specie in funzione delle differenti condizioni ambientali che trovano nei vari tratti del tubo digerente.
Di estremo interesse per la salute sono i microrganismi che vivono nell’intestino, scientificamente definiti “microbiota intestinale”.

Quando mangiamo, stiamo “nutrendo” anche il microbiota intestinale

La relazione che esiste tra noi e il nostro microbiota è una relazione di simbiosi, cioè una relazione che è vantaggiosa per entrambi.
Il nostro ruolo è quello di fornire un ambiente caldo, protetto e ricco di cibo per i batteri che, in cambio, contribuiscono alla nostra salute.

Nel nostro intestino c’è un equilibrio tra batteri buoni e cattivi. Alterarlo vuol dire rischiare di peggiorare la nostra salute.

In che modo il microbiota intestinale è d’aiuto per il nostro corpo?

L’importanza del microbiota intestinale è legata alle sue numerose funzioni:

  • produce vitamine che da soli non siamo in grado di produrre, quali la vitamina k, l’acido folico e le vitamine del gruppo B;
  • regola la motilità intestinale, favorendo la regolarità e combattendo la stitichezza;
  • svolge un ruolo essenziale nella regolazione della risposta immunitaria;
  • partecipa alla creazione di acidi grassi a catena corta che svolgono numerosi ruoli importanti, tra i quali il nutrimento delle cellule della parete del colon, l’assorbimento di acqua e sali e la regolazione di alcune funzioni del fegato;
  • rappresenta un’efficiente barriera contro l’aumento dei microrganismi patogeni (cioè dannosi) perché compete con loro per spazio e per cibo: più precisamente i microrganismi buoni colonizzano l’intestino impedendo ai microrganismi patogeni di proliferare e sottraggono a questi ultimi il nutrimento necessario per sopravvivere.

Quanto è importante l’equilibrio del microbiota intestinale?

Questo sistema di difesa è altamente efficiente se il tipo, la quantità e le relative proporzioni dei vari componenti del microbiota rispecchiano il giusto equilibrio (che si chiama eubiosi).
Se, per qualsiasi motivo, diminuisce il numero di batteri vantaggiosi, questo equilibrio si altera e avremo quella condizione (definita di disbiosi), che può avere numerose ripercussioni negative sulla barriera mucosa e quindi sul nostro organismo.
In queste condizioni infatti si assiste ad una crescita elevatissima di patogeni a livello intestinale.

Tali microorganismi sono particolarmente pericolosi, in quanto potenzialmente capaci di colonizzare altre aree del corpo, provocando, per esempio, infezioni vaginali, respiratorie e persino dentali.

Un esempio “famoso”: l’antibiotico

Un chiaro e frequente stravolgimento della flora si ha quando assumiamo antibiotici. In tale circostanza il farmaco non si limita a contrastare i germi patogeni di un’infezione in corso, ma distrugge anche tutti quei batteri della flora intestinale che sono sensibili all’antibiotico.
Si ha quindi una riduzione dei batteri intestinali e i più resistenti all’antibiotico finiscono per prevalere, alterando il precedente stato di equilibrio con conseguente aumento della permeabilità di barriera.

Altre cause frequente di disbiosi sono:

  1. la modificazione drastica delle abitudini alimentari con diete non equilibrate per i costituenti nutrizionali
  2. l’assunzione di farmaci che bloccano la secrezione acida dello stomaco (inibitori di pompa protonica), il primo meccanismo di difesa da tutti quei germi che ingeriamo continuamente con il cibo.
L’equilibrio tra batteri buoni e cattivi determina la “salute” del microbiota intestinale

Il microbiota intestinale è importante. Come aiutarlo?

La composizione del microbiota è fortemente influenzata dalla nostra alimentazione e, anche se la rottura di un equilibrio microbico può dipendere da diverse cause (agenti patogeni infettivi, abuso di farmaci, vita sedentaria, stress psicofisici ecc.), il ruolo dell’alimentazione e dello stile
di vita è, come sempre, importantissimo
.

Per prima cosa, dunque, cerchiamo di correggere il nostro regime alimentare.
In che modo?

LIMITARE LO ZUCCHERO

Lo zucchero ha un effetto profondamente negativo sull’intestino, poiché nutre i batteri cattivi presenti a livello intestinale, squilibrando la flora batterica.
Per questo è importante ridurre il consumo di alimenti ricchi di zucchero come dolci, caramelle, bevande energetiche e succhi di frutta.

AUMENTIAMO IL CONSUMO DI FIBRE

Obiettivo importante è quello di raggiungere un consumo giornaliero di almeno 25 g di fibra, grazie al consumo di frutta e verdura, e all’utilizzo di cereali integrali.
Tutti questi alimenti contengono molecole chiamate “prebiotiche”, cioè sostanze che stimolano lo sviluppo dei microrganismi che abitano l’intestino. I due prebiotici più conosciuti sono l’inulina e i FOS (frutto-oligo-saccaridi), presenti soprattutto in alimenti come soia, avena integrale, cicoria, carciofo, cipolla, porro, asparago.

LIMITARE I CIBI RAFFINATI

Gli alimenti trasformati a base di farina bianca, zucchero raffinato e grassi idrogenati incoraggiano la crescita di batteri che attaccano la mucosa intestinale e di conseguenza possono avere un impatto negativo sul microbiota e sull’integrità del rivestimento dell’intestino.

Cibo spazzatura o dieta sregolata? Addio al microbiota “buono” 🙁

ASSUMERE PROBIOTICI

Innumerevoli ricerche scientifiche confermano come i prodotti contenenti probiotici sono alleati preziosi per il benessere intestinale, in quanto arricchiscono il microbiota, favoriscono il transito intestinale, contrastano pesantezza e gonfiore addominale e migliorano così il benessere generale. Il termine probiotico è riservato a quei microrganismi che si dimostrano
in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di svolgere funzioni benefiche per l’organismo.
Affinché si possa parlare di probiotici, e non di semplici fermenti lattici, questi microrganismi devono:

  • essere vivi e biologicamente attivi;
  • resistere all’azione dell’acido gastrico e della bile;
  • aderire all’epitelio intestinale;
  • moltiplicarsi ed esercitare un’azione di equilibrio sulla microflora intestinale mediante colonizzazione diretta.

Molti dei fermenti lattici contenuti nello yogurt non possiedono tali caratteristiche e non sono pertanto in grado di influenzare positivamente la flora batterica intestinale.

!!!

NON ABUSARE DI FARMACI

In particolare di antibiotici, antinfiammatori e inibitori di pompa protonica. Negli ultimi anni si assiste sempre più ad un uso improprio di questi farmaci che, invece, andrebbero utilizzati solo nei casi in cui sono davvero necessari dal momento che antibiotici, antinfiammatori e IPP modificano la flora intestinale, provocando disbiosi e alterazione del microbiota intestinale.

FARE ATTIVITÀ FISICA

Camminare, andare in bicicletta, nuotare, fare jogging: oltre alla lunghissima serie di effetti benefici, l’esercizio fisico ha un impatto positivo anche sulla flora batterica intestinale.
Infine, come sempre… non dimentichiamoci di CURARE L’IDRATAZIONE: il modo più efficace per migliorare la salute dell’intestino è infatti quello di bere più acqua.

Se desiderate contattare la Dr.ssa Maria Luisa Pezzuto, farle domande su microbiota intestinale e alimentazione, chiedere consigli, eccetera potete scriverle a [email protected]

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Prosegue la rassegna a cura della nostra collaboratrice, Dr.ssa Maria Luisa Pezzuto, Farmacista laureata in Farmacia all’Alma Mater Studiorium – Università degli Studi di Bologna e laureata in Biologia Molecolare, Sanitaria e della Nutrizione all’Università di Urbino (Carlo Bo).

Un fastidioso problema che moltissime donne affrontano ogni giorno è la pelle grassa.
Chi ne soffre si trova perennemente alle prese con l’arduo compito di cercare di opacizzare il viso, specialmente la zona T (fronte, naso, mento), per combattere il classico effetto lucido ed oleoso che caratterizza questo tipo di pelle e che spesso costringe queste donne a non a poter fare a meno del trucco prima di uscire da casa.

Fermo restando che, come visto in un precedente articolo, i principali responsabili della pelle grassa sono predisposizione genetica e ormoni (la produzione del sebo è regolata da stimoli ormonali – non a caso parliamo di un inestetismo estremamente diffuso in età adolescenziale), va anche detto che scelte nutrizionali insalubri possono certamente contribuire ad alimentare questo disturbo.

Se vogliamo attenuare il problema della pelle grassa dobbiamo quindi
necessariamente partire dall’alimentazione, scegliendo un menù che sia equilibrato dal punto di vista dei nutrienti e soprattutto che non preveda alcun tipo di eccesso o stravizio.

Alimentazione e pelle grassa: principali informazioni

Quali cibi eliminare o ridurre

Iniziamo col dire che la pelle accumula tutte le impurità che passano per lo stomaco e non vengono ben smaltite dal fegato; un’alimentazione troppo carica ed elaborata, può mettere a dura prova la digestione e il corretto funzionamento di questi due organi.

Il legame tra alimentazione e pelle grassa in una immagine.

Per prima cosa quindi pensiamo a disintossicare il fegato (la nostra centrale metabolica), seguendo una dieta che lo liberi dalle tossine e dalle sostanze di scarto e che gli permetta dunque di funzionare al meglio.

In che modo?

Eliminiamo per un periodo i grassi e i piatti troppo elaborati; in un secondo momento sarà sufficiente ridurli.
In particolare iniziamo a rinunciare a merendine, patatine fritte e snack in
busta, che sono anche ricchi di carboidrati a rapido assorbimento.

Limitiamo il consumo di alimenti di origine animale: carne, uova, ma anche formaggi grassi e burro che è sempre e comunque bene sostituire con l’olio extravergine di oliva e le erbe aromatiche.
Riduciamo drasticamente i fritti, gli alimenti grassi e ricchi di sale, come gli insaccati o gli alimenti in scatola e, naturalmente, i dolci: sono i principali nemici della pelle grassa e quindi andrebbero totalmente esclusi dal regime alimentate o comunque riservati ad eventi eccezionali o occasionali.

Tra le bevande è importante fare a meno a tutte quelle che contengono sostante eccitanti come il tè, il caffè, gli alcolici e chiaramente le bevande gassate e zuccherate, poiché queste ultime provocano picchi glicemici che non fanno altro che peggiorare la salute della pelle e anche l’acne.

Quali cibi mangiare e preferire?

Per dire addio ai segni della pelle grassa è fondamentale impostare una dieta sana ed equilibrata, scegliendo con cura gli alimenti da portare a tavola ogni giorno.

I cibi che aiutano a contrastare questo fastidioso inestetismo e che dovrebbero essere consumati quotidianamente sono tutti quelli ricchi di fibre perché queste:

  • migliorano il transito intestinale riducendo la concentrazione di sostanze potenzialmente tossiche per l’organismo;
  • interferiscono con l’assorbimento di grassi e zuccheri, diminuendo così la mole di lavoro del fegato che quindi riesce a funzionare meglio;
  • in più hanno una notevole azione antiossidante, fondamentale per la salute della pelle.

Tra gli alimenti ricchi di fibre ricordiamo:

  1. i cereali integrali (grano, farro, orzo, miglio, mais, riso, avena, segale ecc..) che dovremmo sempre prediligere a quelli raffinati per i loro importanti effetti sulla salute;
  2. la frutta e la verdura (non l’avreste mai detto eh?). Consumate quotidianamente, vi consentiranno di fare il pieno di vitamine, di fibre e di ferro, utili per disintossicare l’organismo e per ritrovare energia e lucentezza anche a livello della pelle.
    Via libera quindi a estratti di frutta e verdura di stagione ed a spremute fresche non zuccherate!
  3. i legumi, come fagioli, ceci, fave, piselli e lenticchie che possono essere consumati da soli oppure utilizzati per fare delle sfiziose polpette o per preparare fresche insalate fresche e gustose zuppe.

La carne può essere sostituita in maniera egregia dal pesce, alleato prezioso per combattere la pelle grassa, perché ricco acidi grassi omega 3. Questi ultimi, infatti, avendo attività antinfiammatoria, contribuiscono favorevolmente alla risoluzione di problema.

Non a caso, già nel 1961, uno studio condotto dai dermatologi Hitch e Greenburg suggeriva che gli adolescenti abituati ad un’alimentazione ricca di pesce ed alimenti di mare avevano una ridottissima incidenza di pelle seborroica, papule, pustole e cisti acneiche.

Infine non dimentichiamo di bere i nostri bei 2 litri di acqua al giorno per eliminare più facilmente le scorie e le tossine accumulate.

Conclusioni e contatti

Corretto il regime alimentare, dunque, quasi tutti i problemi legati alla pelle grassa tenderanno a regredire, prima un po’ alla volta, ma poi molto più rapidamente.
Un’alimentazione sana ed equilibrata, infatti, è la chiave per sconfiggere la pelle impura ed avere un aspetto sano.

Se desiderate contattare la Dr.ssa Maria Luisa Pezzuto, farle domande su alimentazione e pelle secca, chiedere consigli, eccetera potete scriverle a [email protected]

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Come migliorare la pelle grassa: cosmetici e consigli https://farmaciacappellini.it/come-migliorare-la-pelle-grassa-cosmetici-e-consigli/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=come-migliorare-la-pelle-grassa-cosmetici-e-consigli https://farmaciacappellini.it/come-migliorare-la-pelle-grassa-cosmetici-e-consigli/#comments Sat, 06 Oct 2018 10:21:36 +0000 https://farmaciacappellini.it/?p=6326 Hai una pelle lucida, troppo lucida? Ti sembra untuosa e con pori vistosamente dilatati? Il problema della comparsa di comedoni ti affligge frequentemente? Vuoi migliorare la pelle grassa, ma non sai da dove iniziare?Si, hai la pelle grassa! No, non ti abbattere: abbiamo in serbo per te suggerimenti efficaci ed anche un’ottima notizia! Che cosa comporta avere la pelle grassa? La pelle grassa e ricca di impurità, non è solo una prerogativa dell’età adolescenziale, ma è una … Read More

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Hai una pelle lucida, troppo lucida? Ti sembra untuosa e con pori vistosamente dilatati? Il problema della comparsa di comedoni ti affligge frequentemente? Vuoi migliorare la pelle grassa, ma non sai da dove iniziare?
Si, hai la pelle grassa! No, non ti abbattere: abbiamo in serbo per te suggerimenti efficaci ed anche un’ottima notizia!

Che cosa comporta avere la pelle grassa?

La pelle grassa e ricca di impurità, non è solo una prerogativa dell’età adolescenziale, ma è una tipologia di pelle molto diffusa. Dal primo sguardo appare irregolare, lucida, poco compatta e molto “porosa”.

Al tatto ciò che si percepisce è una sensazione di untuosità ed uno sgradevole ispessimento cutaneo, a cui può essere correlato un colorito poco rosaceo ma più tendente al grigio.
Frequente risulta anche la presenza di comedoni: un “tappo” di sebo e
cellule cornee che si crea sugli osti follicolari (canali attraverso cui il sebo si riversa all’esterno).

Quanti tipi di pelle grassa esistono?

Si tratta di un disturbo estetico ampiamente diffuso e causato da una iperattività delle ghiandole sebacee distribuite nella pelle.
In base a quanto è esteso, è possibile distinguere diverse tipologie di pelle:

  1. MISTA: caratterizzata da una zona “T” (parte centrale della fronte, naso e mento) lucida ed oleosa e con una grana irregolare. A ciò si contrappone, nella rimanente parte del viso, una pelle secca e arida.
    Dedicheremo in futuro un articolo approfondito su questo tipo.
  2. OLEOSA: la pelle appare lucida ma la produzione di sebo (dalla consistenza liquida) non è eccessiva;
  3. SEBORROICA: si tratta di una degenerazione patologica dell’ipertrofismo ghiandolare. I pori della pelle sono così dilatati da conferire alla pelle un aspetto per nulla compatto (noto come “buccia d’arancia“);
  4. ASFITTICA: la pelle risulta secca e ruvida a causa della presenza di comedoni che possono presentarsi come punti bianchi, se chiusi, oppure neri, se aperti. Questo avviene perchè il sebo denso e ceroso non riesce a
    raggiungere l’esterno ma rimane intrappolato nei follicoli (canali mediante cui dovrebbe fuoriuscire). Un
    quadro analogo può verificarsi anche in seguito all’ispessimento dello strato superficiale dell’epidermide,
    detto ipercheratosi;
  5. IMPURA e/o ACNEICA: si evidenzia la presenza di pustole o papule causate dalla presenza di batteri che, a
    livello follicolare, inducono reazioni di natura infiammatoria.

A livello fisiologico, quali sono le cause della pelle grassa?

Ci sono diverse cause:

  • squilibri ormonali (asse ipotalamo-ipofisi);
  • fattori genetici;
  • fattori ambientali;
  • abitudini igieniche (es. utilizzo di cosmetici aggressivi ai quali la pelle risponde producendo più sebo);
  • disturbi digestivi (malattie epatiche ed intestinali);
  • alimentazione molto ricca di grassi;
  • assunzione di alcuni farmaci (corticosteroidi surrenali, progesterone, cortisolo, steroidi anabolizzanti, cortisonici
    ecc.);
  • alcune patologie (es. sindrome dell’ovaio policistico);
  • stress emotivi

Come migliorare la pelle grassa

Chi ha la pelle grassa è convinto, proprio per tale ragione, di non dover cospargere il volto con alcun prodotto per non peggiorare la situazione: niente di più sbagliato!

Ciò che fa la differenza nel migliorare la pelle grassa sono le corrette abitudini e gli adeguati cosmetici.
Vediamoli insieme!

Mantenere la pelle pulita

Mantenete la pelle pulita e detergere il viso quotidianamente sia mattina che sera per eliminare tracce di trucco ed impurità.
Ciò che risulta determinante è la scelta del detergente che dovrà risultare delicato e con un pH pari a 4.5-5.5 (come quello della pelle).

Tenere a mente che una detersione troppo frequente o aggressiva non porterà ulteriori miglioramenti, dato che un eccessivo lavaggio potrebbe stimolare ancora di più la produzione di sebo (effetto “rebound” o “paradosso”).

Contrariamente a quanto si possa pensare, l’utilizzo di olio per la detersione quotidiana risulta essere consigliabile in quanto sono davvero molto delicati.

Come riesce qualcosa di untuoso come l’olio a pulire e migliorare una pelle grassa?

Qui viene in nostro aiuto uno dei più importanti principi chimici, secondo il quale “il simile scioglie il simile“. Ed è proprio così: l’olio rimuoverà dalla pelle l’eccesso di sebo (che è grasso, come l’olio) per affinità e è quindi un ottimo alleato per la prevenzione di punti neri.

Infine, alcuni suggerimenti veloci:

  • il burro di Karitè liquido può risultare utile nei casi in cui la pelle sia afflitta dai segni dell’acne (cicatrici)
  • l’olio di argan è un ottimo alleato per procedere alla pulizia del viso quando l’acne in atto.

Cosa è meglio NON usare per la pulizia della pelle grassa?

Per migliorare la pelle grassa ed evitare problemi, è bene:

  • limitare i latti detergenti e prodotti che non necessitano di risciacquo in quanto il loro prolungato contatto con la pelle costituisce una ulteriore ostruzione dei follicoli;
  • limitare i tonici ed altri prodotti a base alcolica che possono risultare irritanti.
  • potrebbe risultare particolarmente utile l’utilizzo di maschere all’argilla grazie alle sue notevoli proprietà
    dermopurificanti ed adsorbenti.

Esfoliare la pelle

Una volta a settimana sarebbe opportuno effettuare un rituale di esfoliazione della pelle al fine di levigarla e conferirle rinnovata luminosità.

Il primo step consiste nell’aprire i pori con un bagno di
vapore per effettuare poi il vero e proprio trattamento. Gli esfolianti, infatti, sono attivi finalizzati a promuovere il rinnovamento cellulare, stimolare la produzione di collagene ed elastina. Tutto ciò si può
effettuare utilizzando prodotti all’acido glicolico, acido salicilico, derivati dell’acido retinoico.

Idratare la pelle

Spesso i prodotti specifici per l’acne vanno ad intaccare il film idrolipidico presente nella barriera cutanea, favorendo l’evaporazione di acqua e una conseguente disidratazione. Un significativo contributo al miglioramento di tale quadro potrebbe sicuramente essere costituito dall’utilizzo di un prodotto idratante che non contenga ingredienti comedogenici.
Da evitare sono quindi ingredienti molto occludenti quali vasellina, paraffina e cere.

Proteggere la pelle dal sole

E’ buona norma applicare sempre un generoso strato di protezione solare. Questo perché la cute reagisce alle radiazioni UV andando ad aumentare il proprio spessore e facilitando la formazione di comedoni.

Alimentazione sana ed equilibrata

Meglio limitare il consumo di grassi animali, alcol e zuccheri raffinati. Ma in un prossimo articolosi parlerà specificatamente dell’alimentazione.

Quello che vorremmo trasmetterti, è di non aggredire la tua pelle perché grassa ma di trattarla con attenzione e cura perché … (attenzione contiene spoiler)… ha il vantaggio di invecchiare più lentamente!

Articolo offerto da Farmacosmetica, produzione di cosmetici personalizzati che puoi acquistare online.

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Alimentazione e pelle secca: i consigli dell’esperta https://farmaciacappellini.it/alimentazione-e-pelle-secca-i-consigli-dellesperta/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=alimentazione-e-pelle-secca-i-consigli-dellesperta https://farmaciacappellini.it/alimentazione-e-pelle-secca-i-consigli-dellesperta/#respond Thu, 20 Sep 2018 11:09:43 +0000 https://farmaciacappellini.it/?p=6257 Con “Alimentazione e pelle secca“, Farmacia Cappellini inizia da oggi una collaborazione con la Dr.ssa Maria Luisa Pezzuto, Farmacista laureata in Farmacia all’Alma Mater Studiorium – Università degli Studi di Bologna e laureata in Biologia Molecolare, Sanitaria e della Nutrizione all’Università di Urbino (Carlo Bo). Le diamo un caloroso benvenuto su Farmacia Cappellini, e di seguito potete leggere i suoi consigli su alimentazione e pelle secca. Da cosa dipende la pelle secca? La secchezza cutanea può dipendere, come visto … Read More

L'articolo Alimentazione e pelle secca: i consigli dell’esperta sembra essere il primo su Farmacia Cappellini.

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Con “Alimentazione e pelle secca“, Farmacia Cappellini inizia da oggi una collaborazione con la Dr.ssa Maria Luisa Pezzuto, Farmacista laureata in Farmacia all’Alma Mater Studiorium – Università degli Studi di Bologna e laureata in Biologia Molecolare, Sanitaria e della Nutrizione all’Università di Urbino (Carlo Bo).

Le diamo un caloroso benvenuto su Farmacia Cappellini, e di seguito potete leggere i suoi consigli su alimentazione e pelle secca.

Da cosa dipende la pelle secca?

La secchezza cutanea può dipendere, come visto in un precedente articolo, da una serie di fattori:

  • predisposizione genetica
  • invecchiamento
  • patologie
  • somministrazione di alcuni farmaci
  • uso di cosmetici aggressivi o inappropriati
  • fattori climatici e ambientali.

Tuttavia anche l’alimentazione può giocare un ruolo importante nel prevenire la disidratazione della cute.

Per mantenere la pelle sana è fondamentale infatti avere un regime alimentare corretto ed equilibrato.

Il primo passo per combattere la pelle secca è, come è facile intuire, quello di preservare l’idratazione della cute; la disidratazione infatti aumenta il grado di secchezza della pelle. Ecco perché è fondamentale bere molto, soprattutto nei periodi caldi, in cui l’organismo elimina tanta acqua, privandone i tessuti, inclusi quelli cutanei.
Per garantire un adeguato apporto idrico all’organismo, bisognerebbe quindi imparare a bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno. In tal modo questa acqua si andrà ad aggiungere a quella che noi dovremmo introdurre con la frutta e la verdura che, oltre ad essere ricche di liquidi, contengono anche vitamine e sali minerali, preziosi per il benessere della pelle.

Quali sono le vitamine più utili da assumere quanto si parla di alimentazione e pelle secca?

Tra le vitamine quella che in assoluto non deve mancare è la vitamina A, contenuta

  1. in moltissimi alimenti di origine animale (uova, latte, burro, formaggi, yogurt e latticini in generale)
  2. in gran parte dei vegetali di colore arancio o rosso (carote, pomodori, peperoni, zucche, albicocche, pesche, melone, pompelmo, nespole, arance, mango, papaya)
  3. vegetali a foglia verde (spinaci, broccoli, cavolo, rucola, radicchio, basilico), oltre che in legumi come piselli, fagioli e fagiolini.

In generale una corretta alimentazione, basata soprattutto sul modello della dieta mediterranea, garantisce un più che sufficiente quantitativo di vitamina A per il benessere della pelle e dell’organismo.

Anche la vitamine E può venirci in aiuto nel contrastare la secchezza cutanea. Grazie al suo potere antiossidante, infatti, aiuta il nostro organismo a difendersi dall’azione dei radicali liberi e dunque dall’invecchiamento cellulare.

alimentazione e pelle secca cosmetica farmacosmetica
La Dr.ssa Maria Luisa da oggi ci darà consigli su cosmesi e alimentazione 🙂

Le fonti più importanti di vitamina E sono vegetali:

  • oli (olio di germe di grano, olio di girasole, di mandorle d’oliva, soia e mais)
  • margarina
  • frutta a guscio (nocciole, mandorle, arachidi, semi di girasole)
  • farine integrali.

Infine, la vitamina E si trova anche nelle frazioni lipidiche di alcuni prodotti di origine animale: fegato, uova e materia grassa del latte.
Bisogna poi imparare a ridurre l’apporto di sale, perché questo richiama acqua dalle cellule superficiali che, ne restano prive, si disidratano e assumono un aspetto sfaldato e secco.

Altre sostanze che contribuiscono a mantenere idrata la nostra pelle sono gli acidi grassi polinsaturi omega 3 e omega 6, che rafforzano le membrane cellulari e sono utili per ridurre le perdite di acqua. Questi nutrienti si trovano soprattutto nel pesce, nell’olio, nelle mandorle e nelle noci.

Quali sono nel dettaglio gli alimenti da scegliere per avere una pelle ben idratata?

La frutta e la verdura presenti nel periodo estivo sono molto ricche di acqua e, di conseguenza, è più semplice raggiungere il giusto apporto di liquidi. Basti pensare alle angurie e alle pesche che, oltre a contenere poche calorie, sono frutti ricchissimi di acqua. Anche i pomodori contengono tantissima acqua e possono essere consumati sotto forma di centrifugati, frullati oppure in fresche insalate.
Un altro alleato della nostra pelle è l ’avocado perché ricco di acidi grassi buoni, di vitamina A, D ed E.

Nella stagione invernale, invece, è vero che la frutta contiene meno acqua ma, per contro, contiene molti nutrienti che possono comunque aiutare la pelle. Tra tutti bisogna ricordare la zucca, ricca di betacarotene, e i finocchi, ricchi di acqua. Inoltre, vi sono altri alimenti come spinaci, prezzemolo e frutti di mare, che apportano collagene e sali minerali.

Non dimentichiamoci poi della frutta secca, fra cui mandorle e noci, ricca di vitamina E e di grassi omega 3, utili per mantenere la pelle distesa ed idratata e per limitare la perdita di acqua. Questi acidi grassi sono reperibili anche nelle sardine, nello sgombro, nel tonno, nel merluzzo e nel salmone; inoltre sono presenti anche nell’ olio extra vergine d’oliva, che dovrebbe essere consumato ogni giorno a crudo.

Tuttavia, al di là della stagione in cui ci troviamo, il trucco per esser certi di consumare alimenti idratanti è quello di avere un’alimentazione il più possibile varia, mettendo insieme più tipi di alimenti, come avviene nei centrifugati costituiti da più frutti, nel minestrone composto da più verdure e nelle insalate miste.

Se desiderate contattare la Dr.ssa Maria Luisa Pezzuto, farle domande su alimentazione e pelle secca, chiedere consigli, eccetera potete scriverle a [email protected]

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